GIOVANNA AL ROGO

drammaturgia e regia Maria Grazia Cipriani

ph. Guido Mencari

Note di regia
Lo spettacolo non ha la pretesa di comprendere il personaggio di Giovanna, e neppure quello di abbandonarsi a letture basate su convinzioni personali. La sua vicenda reale si perde infatti nel dare delle interpretazioni, il più delle volte fantasiose o dettate dall’ideologia, sorte intorno al personaggio: divenuto nel corso del Novecento oggetto di nuove attenzioni, sia dal punto di vista artistico, con le molte versioni che ci hanno lasciato il cinema, la musica, il teatro…sia in termini storici, con la sua santificazione.

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Quella che abbiamo potuto vedere è una figura tragica, mistica visionaria stretta dai vincoli della rigida società del tempo, tradita, perseguitata e arsa viva dai potenti. Quello che abbiamo compreso è che la sua storia, dal processo di condanna a morte come eretica…a quello di riabilitazione… fino alla sua stessa santificazione, è stata e ancora continua ad essere oggetto di appropriazione e strumentalizzazione per finalità politiche di ogni genere. Anche per questo la vicenda di Giovanna resta attuale, fonte di suggestioni e domande aperte che, pur cambiando i tempi, mantengono una forza e una verità universale: quella di chi è vittima dell’abuso di qualsivoglia potere.

L’intento dello spettacolo è quello di ripercorrere le più significative versioni letterarie, supportate dalle fonti disponibili sulla vita di Giovanna, per approdare ad una proposta drammaturgica la cui struttura è costruita con l’alternarsi del tempo presente, in cui la protagonista sente e soffre la condanna ormai prossima, e il tempo passato, da lei rivissuto quale estrema ricapitolazione della propria esistenza.” Maria Grazia Cipriani

Il Teatro Del Carretto è una presenza discreta e schiva del teatro italiano. Produce da molti anni spettacoli molto belli, nei quali Maria Grazia Cipriani ci racconta favole seducenti e inquietanti usando gli attori, spesso i pupazzi, e sempre le bellissime scenografie (fatte di oggetti, intagli e ritagli ) di Graziano Gregori. Chi assiste a un loro spettacolo non lo può dimenticare.

Maria Grazia Cipriani ha scritto un testo assai bello, che omaggia appena Schiller e Claudel, ma fatto su misura per lo spettacolo, la cui maggior forza sta proprio nella sua ambigua complessità. Anche temporale, poiché tutto resta sospeso tra la costruzione di una consapevolezza e di una condanna, e la tragedia già consumata, e immersa i una storia che tutto macina e tutto ingloba.

12 novembre 2014, Teatro Alfieri, Asti

  • drammaturgia e regia Maria Grazia Cipriani
  • con Elsa Bossi, Nicolò Belliti, Giacomo Vezzani, Andrea Jonathan Bertolai
  • voce Inqusizione Dario Cantarelli
  • scene e costumi Graziano Gregori
  • suono Hubert Westkemper
  • luci Angelo Linzalata e Fabio Giommarelli
  • produzione TEATRO DEL CARRETTO