I GIGANTI DELLA MONTAGNA A INTERCITY FESTIVAL

Sabato 25 e domenica 26 settembre alle ore 20.30, Teatro della Limonaia ospita – nell’ambito dell’edizione 2021 di Intercity Festival, il monologo di Valentina Banci I giganti della montagna dal capolavoro incompiuto di Luigi Pirandello.

Valentina Banci, interprete sensibile e intelligente della nostra scena teatrale si cimenta per la prima volta con un lavoro ideato da lei  e fortemente voluto di cui dice: « Non posso negare che questo progetto sia frutto dei difficili mesi passati a causa della pandemia mondiale che ci ha colpiti e che forse non riuscirà a scalfire il drammatico destino di un mondo sempre più affossato da logiche economiche, un mondo sordo alla voce della Poesia che non riesce più a penetrare nei Bunker di cemento armato che sono diventati i cuori duri di una specie che ha venduto l’anima. Cosa poter dire adesso? Dove trovare le parole? Cosa provare a sussurrare all’orecchio, quali parole possono davvero essere così forti, lucenti, definite da poterci dire, dopo tutto questo? Per me altro non potevano essere che quelle della bellissima ultima opera incompiuta di Luigi Pirandello, I Giganti Della Montagna».

Così nasce I giganti della montagna. Voce sola,  potente metafora sull’agonia dell’arte che deve cercare spazi isolati per esprimersi, al di fuori della società.

C’è uno strano essere, né donna né uomo, che arriva come da epoche altre, né lontane né vicine sul palco vuoto, e forse ci aspetta lì da sempre, dove siamo andati ad ascoltarlo, in Teatro, luogo finalmente ritrovato; che proprio nel momento in cui ce ne hanno allontanati abbiamo capito essere necessario, essere davvero il luogo dell’anima perduta, del dialogo con le stelle, della forza dell’utopia. Questo strano Signore/Signora porta in sé tutti i ruoli del testo pirandelliano: li ha nel cappello, nella manica della camicia, nella giacca dello smoking, in uno strano bastone dalle mille voci; e come un Mago che ha come unico gioco di prestigio la sua voce e la fantasia, prova a portarci là, nell’incredibile storia raccontata nei Giganti, che proprio oggi nella sua potenza metaforica, pare racchiudere il destino di ognuno di noi. Una compagnia di attori allo sbando, ridotta allo stremo, sopravvissuti al fine di rappresentare un’unica opera, La Favola del Figlio Cambiato, che la gente non comprende, anzi rifiuta e a cui la primattrice ha immolato la propria esistenza per fedeltà alla parola del Poeta che per lei si è tolto la vita, giungono alla villa degli scalognati, luogo al confine della realtà, dove un gruppo di poveri cristi falliti si è isolato da tutto, avendo perso la fiducia nella possibilità di comunicazione con il mondo là fuori, ma non quella della capacità evocativa della fantasia sotto la guida del Mago Cotrone. Andranno infine, attori e Scalognati, a proporre la recita ai Giganti, abitanti della montagna vicina, simbolo degli invisibili padroni del mondo che manipolano masse acritiche e corrotte a tal punto da non riconoscere più la bellezza e la poesia fino ad ucciderla, ebbri di vino e furenti d’ira.

Questa Voce Sola è fantasma tra spiriti della notte, e proprio come Ilse, l’attrice del dramma, non si stanca di portare la poesia tra gli uomini, forse senza nessuna speranza di salvezza; dove non si salvano né gli scalognati, né gli attori, né il popolo stesso, né tantomeno i Giganti, produttori di soldi accumulati per pochi e simbolo degli invisibili padroni del mondo.

«Un  testo che può dire tutto e il contrario di tutto, ma che mai come oggi è capace di interrogarci sul senso di questo spingere il mondo sull’orlo del baratro; e proprio come il Teatro non si fa carico di darci nessuna risposta, lasciandoci tra le mani solo un grande punto di domanda, sfocia nel finale in una Voce che appartiene al nostro tempo per scrittura, che è la mia, che azzarda una chiusura con un grido disperato e libero e politicamente scorretto come un cazzotto ben assestato, urlando idealmente il diritto a vivere di ogni talento, al di là dell’onnipotenza assassina con cui il potere decide della vita o della morte di chi gli è gradito. » (Valentina Banci)

 

Teatro della Limonaia
25, 26 settembre ore 20.30
Teatro di Dioniso
I GIGANTI DELLA MONTAGNA voce sola
da Luigi Pirandello
di e con Valentina Banci
cura allestimento Lorenzo Banci, Giulia Barni
opera scultorea Emanuele Becheri

Idea per un Teatro tra persone vive

Parole d’Artista 2021 #ogniluogoèunteatro

Torna a Vercelli per il secondo anno «Parole d’Artista» storica rassegna di Teatro di Dioniso che rinnova la collaborazione con Iraa Theatre//Cuocolo Bosetti e Arteinscacco cui si aggiungono Bottega Miller e Lagrangia Independent. Ogni luogo è un Teatro questo il nostro slogan: niente poltrone rosse, niente palco, niente sipario. Solo gli attori e voi, gli spettatori. Sarete nostri ospiti a casacuocolobosetti per condividere un’esperienza unica. Alla fine dello spettacolo siete invitati a restare con noi per un rilassante momento conviviale degustando i vini della cantina Bes (Bere e sognare). Quest’anno la rassegna supera i confini cittadini per spingersi a Stroppiana dove Arteinscacco presenta in prima assoluta lo spettacolo “Far West”. Per il pubblico la possibilità di proseguire la serata a Vicolo Schilke usufruendo di uno sconto. Vi aspettiamo: perché l’unica cosa di cui il teatro ha bisogno siete voi…

Gli spettacoli si svolgeranno a casacuocolobosetti via Ariosto 85 con inizio alle ore 19.00

salvo dove diversamente indicato

 Informazioni e prenotazioni:

Mob. e WhatsApp +39 340 772 0235 (da lunedì a venerdì 9.00/13.00//14.00//18.00)

e-mail: info@teatrodidioniso.it

La prenotazione è obbligatoria. Gli spettacoli si svolgeranno nel rispetto delle normative anti COVID

Dopo lo spettacolo momento di convivialità in compagnia degli artisti e dei vini di Bes srl

Biglietto unico €10,00

I biglietti saranno acquistabile on line sulla piattaforma eventbrite e le sere di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio

Iniziativa realizzata con il contributo di

Media Partner

CALENDARIO

Sabato 11 e domenica 12 settembre

IRAA THEATRE // TEATRO DI DIONISIO

Roberta torna a casa

di Cuocolo/Bosetti

con Roberta Bosetti

Uno dei lavori cult dei padroni di casa: Roberta torna a casa, un’occasione unica per vedere gli spettacoli dove la vita li ha concepiti. Roberta torna a casa, racconta di un ritorno: dopo più di vent’anni di lavoro a Melbourne, si ritorna alla città natale, alla casa dell’infanzia: Vercelli, Via Ariosto 85

Mercoledì 15 settembre

SCIARA PROGETTI TEATRO

Malanova

di Flavia Gallo e Ture Magro

Ispirato al libro «Malanova» edito da Sperling & Kupfer di Cristina Zagaria e Anna Maria Scarfò

con Ture Magro

Malanova racconta una storia cruda e inenarrabile, ma edificante come tutte le storie compiute e non puramente celebrative o provocatorie ed è stata resa pubblica nei suoi particolari di cronaca nell’omonimo romanzo scritto dalla giornalista Cristina Zagaria e da Anna Maria Scarfò. Cos’è una malanova? È una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere…

Giovedì 16 settembre

ACTI TEATRI INDIPENDENTI

Radio international Prima puntata

testi Hamid Ziarati, Beppe Rosso

con Adriano Antonucci, Lorenzo Bartoli, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi

scene Lucio Diana // interventi sonori Massimiliano Bressan // aiuto regia Thea Della Valle

regia Beppe Rosso

Acti Teatri indipendenti porta la prima puntata di Radio International, progetto nato durante il lockdown, che ha portato a riscoprire il valore del tempo. Ne è nato uno spettacolo che si sviluppa in puntate, ognuna con una sua autonomia. È una commedia tragicomica che sperimenta un rapporto diverso con il pubblico. Parla di noi, dell’oggi e dei temi cruciali che l’Europa e i suoi cittadini affrontano quotidianamente

Sabato 18 settembre

TEATRO DI DIONISO

Sale e tabacchi. Zie e piccioni. Due atti unici di Aldo Nicolaj

con Irene Ivaldi

Irene Ivaldi – artista che da molti anni, all’interno di Teatro di Dioniso, persegue una personale e appassionata ricerca teatrale – affronta l’ironia corrosiva di Aldo Nicolaj, elaborando due suoi monologhi: Sale e tabacchi e Zie e piccioni. Una performance brillante ed irresistibile, un autentico one woman show, dove Irene Ivaldi non si risparmia, restituendo ad un autore un po’ dimenticato della nostra scena una modernità e una brillantezza sorprendenti

Lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22 settembre, ore 21.00

CORTILE BIBLIOTECA CIVICA – COMUNE DI STROPPIANA

ARTEINSCACCO//TEATRO DI DIONISO

Far West

testo e regia Livio Ghisio

Ingresso e biglietteria: vicolo Castello

con Annalisa Canetto, Livio Ghisio

Il «Far West» evocato dal titolo è la memoria di un’infanzia e di un’adolescenza vissuta nella profonda provincia Padana, in quel luogo di confine fra Piemonte e Lombardia immerso nell’acqua di risaie fangose a pochi chilometri dalle colline. È una provincia che assurge ad archetipo: un luogo che potrebbe essere ovunque ma che lo spazio e il tempo hanno definito lì e in quegli anni

Giovedì 23 e venerdì 24 settembre

TEATRO DELLE ARIETTE

Muri autobiografia di una casa

di Paola Berselli

con Paola Berselli, Stefano Pasquini

regia Paola Berselli, Stefano Pasquini

tecnica Maurizio Ferraresi // organizzazione Irene Bartolini // ufficio stampa Raffaella Ilari

Produzione Teatro delle Ariette

con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna

PRIMA REGIONALE

Una compagnia che non ha bisogno di presentazioni: il Teatro delle Ariette che porta in prima regionale il suo ultimo lavoro Muri autobiografia di una casa.

«Mai come in questo anno le case sono diventate il perno delle nostre esistenze. Parlare della casa diventa parlare di sé. Parlare con la casa è come parlare con sé stessi. Parlare con gli spettatori significa rivolgersi alla comunità, invitare la comunità a entrare nel proprio spazio privato, intimo e sensibile (…)».

Sabato 25 settembre

GRUPPOLIMPIDO/BANDA KURENAI

Tu Bi

Testo e regia Raffaella Russo

con Federico Alfano, Sara Sorrentino

voci Davide Aloi, Andrea Gado, Carlo Strazza

Produzione in collaborazione con Teatro dell’Ortica

Tu Bi porta fra le mura domestiche niente meno che Amleto e Ofelia. Un uomo che sente le voci, una donna che tenta costantemente di togliersi la vita: una continua sfida che diviene sorprendentemente divertente. Tu Bi parte da una riflessione che riguarda la relazione tra Amleto e Ofelia, il loro amore, la prevaricazione di lui, la mancanza di comprensione, la pazienza e le cose che li circondano, li osservano e si fanno testimoni di un rapporto impossibile

OGNI LUOGO E’UN TEATRO

 

un progetto di Teatro di Dioniso (Paola Falorni Anna Russo Nicoletta Scrivo, direzione artistica Michela Cescon)

da un’idea di Anna Russo

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 Teatro di Dioniso si fa promotore dell’iniziativa ogni luogo è un teatro a partire dalla vocazione che lo ha portato aa realizzare la rassegna teatrale Parole d’Artista. Parole d’Artista dal 2020 ha ritrovato la suo originarietà tornando a fare teatro in luoghi non usuali, partendo da casacuocolobosetti a Vercelli, dove tornerà nel settembre 2021 con il titolo non casuale Ogni luogo è un Teatro

Il pensiero che ci ha guidato è che il teatro può davvero abitare ogni luogo e paradossalmente  in questo momento sembra che questo sia l’unico modo di fare teatro: fuori dai teatri che da troppo tempo hanno calato il sipario.

Questo ci ha portato ad ampliare il progetto pensando alla creazione di brevi video – pochi minuti di dialogo, scena, monologo ripresi da uno smartphone in città diverse (Torino Genova Verona Roma Milano…) in cui bar, salone da parrucchiere, strade, lavanderie a gettoni, distributori di benzina…si trasformano in palcoscenici – che ci accompagnino verso Parole d’Artista 2021: perché la voce del teatro torni a risuonare ovunque, in un momento in cui è stata messa a tacere. Non c’è un intento economico, non c’è guadagno: solo voci, facce, corpi e luoghi. Solo il Teatro che da troppo tempo attende risposte che non arrivano mai.

Sentiamo la necessità di ritrovare un io collettivo, di creare un coro da opporre dell’assordante silenzio che è stato fatto calare sul teatro.

Alla fine del viaggio verrà realizzato un video unico, un affresco di voci, suoni, volti luoghi che verrà mostrato a Vercelli, in occasione di Parole d’Artista 2021 Un grazie sincero agli artisti che già ci sono e a quelli che vorranno esserci

 

 

Teatro di Dioniso

 

 

 

I GIGANTI DELLA MONTAGNA VOCE SOLA

Valentina Banci, interprete sensibile e intelligente della nostra scena teatrale (che dalla scorsa stagione collabora con Teatro di Dioniso con cui ha partecipato allo spettacolo la donna leopardo diretto da Michela Cescon, nel ruolo di Ada) si cimenta per la prima volta con un lavoro ideato da lei  e fortemente voluto di cui dice: « Non posso negare che questo progetto sia frutto dei difficili mesi passati a causa della pandemia mondiale che ci ha colpiti e che forse non riuscirà a scalfire il drammatico destino di un mondo sempre più affossato da logiche economiche, un mondo sordo alla voce della Poesia che non riesce più a penetrare nei Bunker di cemento armato che sono diventati i cuori duri di una specie che ha venduto l’anima. Cosa poter dire adesso? Dove trovare le parole? Cosa provare a sussurrare all’orecchio, quali parole possono davvero essere così forti, lucenti, definite da poterci dire, dopo tutto questo? Per me altro non potevano essere che quelle della bellissima ultima opera incompiuta di Luigi Pirandello, I Giganti Della Montagna» .

Così nasce I giganti della montagna. Voce sola.  Un lavoro che Valentina Banci ha presentato per la prima volta quest’estate in una location esclusiva e di incredibile suggestione: le cave di marmo verde di Figline di Prato. Ed ora lo spettacolo è pronto per approdare in palcoscenico.

C’è uno strano essere, né donna né uomo, che arriva come da epoche altre, né lontane né vicine sul palco vuoto, e forse ci aspetta lì da sempre, dove siamo andati ad ascoltarlo, in Teatro, luogo finalmente ritrovato; che proprio nel momento in cui ce ne hanno allontanati abbiamo capito essere necessario, essere davvero il luogo dell’anima perduta, del dialogo con le stelle, della forza dell’utopia. Questo strano Signore/Signora porta in sé tutti i ruoli del testo pirandelliano: li ha nel cappello, nella manica della camicia, nella giacca dello smoking, in uno strano bastone dalle mille voci; e come un Mago che ha come unico gioco di prestigio la sua voce e la fantasia, prova a portarci là, nell’incredibile storia raccontata nei Giganti, che proprio oggi nella sua potenza metaforica, pare racchiudere il destino di ognuno di noi. Una compagnia di attori allo sbando, ridotta allo stremo, sopravvissuti al fine di rappresentare un’unica opera, La Favola del Figlio Cambiato, che la gente non comprende, anzi rifiuta e a cui la primattrice ha immolato la propria esistenza per fedeltà alla parola del Poeta che per lei si è tolto la vita, giungono alla villa degli scalognati, luogo al confine della realtà, dove un gruppo di poveri cristi falliti si è isolato da tutto, avendo perso la fiducia nella possibilità di comunicazione con il mondo là fuori, ma non quella della capacità evocativa della fantasia sotto la guida del Mago Cotrone. Andranno infine, attori e Scalognati, a proporre la recita ai Giganti, abitanti della montagna vicina, simbolo degli invisibili padroni del mondo che manipolano masse acritiche e corrotte a tal punto da non riconoscere più la bellezza e la poesia fino ad ucciderla, ebbri di vino e furenti d’ira.

Una potente metafora sull’agonia dell’arte che deve cercare spazi isolati per esprimersi, al di fuori della società.

Questa Voce Sola è fantasma tra spiriti della notte, e proprio come Ilse, l’attrice del dramma, non si stanca di portare la poesia tra gli uomini, forse senza nessuna speranza di salvezza; dove non si salvano né gli scalognati, né gli attori, né il popolo stesso, né tantomeno i Giganti, produttori di soldi accumulati per pochi e simbolo degli invisibili padroni del mondo.

«Un  testo che può dire tutto e il contrario di tutto, ma che mai come oggi è capace di interrogarci sul senso di questo spingere il mondo sull’orlo del baratro; e proprio come il Teatro non si fa carico di darci nessuna risposta, lasciandoci tra le mani solo un grande punto di domanda, sfocia nel finale in una Voce che appartiene al nostro tempo per scrittura, che è la mia, che azzarda una chiusura con un grido disperato e libero e politicamente scorretto come un cazzotto ben assestato, urlando idealmente il diritto a vivere di ogni talento, al di là dell’onnipotenza assassina con cui il potere decide della vita o della morte di chi gli è gradito. » (Valentina Banci)

Lo spettacolo ha debuttato nell’estate 2020 come evento site specific alle Cave di marmo verde di Figline di Prato;

è stato presentato al Festival Desidera a Ponteranica (Bg) e ha aperto la stagione del Teatro della Contraddizione a Milano il 22 ottobre

PAROLE D’ARTISTA OUT A VERCELLI 15-27/09/2020

Dal 15 al 27 settembre 2020 Vercelli ospita PAROLE D’ARTISTA OUT,  teatro ‘a misura d’uomo’ presso la casacuocolobosetti, via Ariosto 85:  la rassegna torna ad animare un luogo ‘storico’ della città con tre spettacoli per un numero ristretto di spettatori, seguendo alla lettera il mood del fare spettacolo che la compagnia vercellese Cuocolo/Bosetti applica da oltre vent’anni: testi contemporanei pensati per una fruizione a piccoli gruppi, dove lo spettatore è allo stesso tempo ospite e coprotagonista all’interno di casacuocolobosetti autentica residenza di Roberta Bosetti e Renato Cuocolo, abitazione che allo stesso tempo è storia personale e luogo teatrale, luogo della realtà condivisa che si viene a creare tra ogni persona presente.

• Il primo appuntamento, da martedì 15 a venerdì 18 settembre è con un testo proveniente dall’altissima letteratura di Alice Munro in R.L.  di Renato Cuocolo, con Roberta Bosetti, tratto da un racconto breve del Nobel canadese che narra di una donna in un momento di massima vulnerabilità e della via di fuga da situazioni spiacevoli che la attanagliano che la protagonista riesce individuare attraverso il linguaggio; una moderna Sherazade che, tenendo il filo della parola, riesce a tenere il filo della vita.
Produzione CUOCOLOBOSETTI/Iraa Theatre e Teatro di Dioniso (scarica la scheda di R.L.)

Sabato 19 e domenica 20 settembre gli spettatori si troveranno all’interno di ENIGMA CARAVAGGIO un tuffo nell’arte visiva con Chiara Cardea, Silvia Mercuriati su drammaturgia di Marco Ivaldi anche regista; uno spettacolo interattivo, un approfondimento artistico e poetico, una crime story che indaga la morte e il significato delle opere del grande pittore attraverso un’analisi puntuale condotta sugli scritti biografici e storici elaborati da critici e storici dell’arte.
Una produzione Progetto Zoran. (scarica la scheda di ENIGMA CARAVAGGIO)

• Infine a chiudere la prima edizione della rassegna vercellese, da giovedì 24 a domenica 27 settembre, sarà BOTTONI di Roberta Bosetti con Annalisa Canetto e Livio Ghisio, uno spettacolo dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni.
Bottoni mette in scena con leggerezza la tradizione della favola, partendo dai classici del genere, puntando su un innovativo metodo di narrazione. Ricreando la struttura tipica di ogni racconto di fate utilizza a piene mani i personaggi iconici dell’immaginario fiabesco utilizzando materiali poveri e quotidiani, ben noti ai bambini. Su tutto i bottoni, che si trasformano nei personaggi principali. Anche qui l’utilizzo del video live approfondisce gli elementi della narrazione trasformandoli attraverso le immagini che rinforzano e/o stravolgono la realtà degli oggetti stessi.
Produzione Teatro di Dioniso, Arteinscacco, CUOCOLOBOSETTI/IRAA Theatre. (Scarica la scheda di BOTTONI)
La nascita della rassegna vercellese PAROLE D’ARTISTA OUT –prevista per lo scorso marzo e poi slittata a causa del covid- si deve alla volontà condivisa del Teatro di Dioniso, di Cuocolo/Bosetti e di Arteinscacco di fare un teatro che guardi alle origini: un teatro poetico, di dialogo, che recuperi l’umanità del rapporto tra singoli, la vicinanza, il confronto tra artisti e ospiti, un percorso di attenzione singola, personale, reciproca.
Una forma di teatro empatico che si traduce per lo spettatore nell’essere ospite e coprotagonista all’interno di casacuocolobosetti; abitazione e allo stesso tempo storia personale e luogo teatrale, luogo della realtà condivisa tra le persone presenti.

PAROLE D’ARTISTA OUT punta a rimettere sotto i riflettori lo spettacolo, il contenuto anziché l’involucro: un modo di fare teatro che sappia essere se stesso in qualsiasi spazio: un salotto, una biblioteca, una sala museale, andando incontro allo spazio anziché costruirselo intorno.

Casacuocolobosetti (Via Ariosto 85), sede della rassegna, si inserisce naturalmente nell’idea di un teatro a misura: la coppia pluripremiata di artisti indaga e pratica da sempre una forma d’arte che coinvolge lo spazio della vita e lo spazio del teatro dove realtà e finzione si sovrappongono, usando gli spazi -reali- per quelli che sono, trappole per la realtà, scegliendo di recitare con piccoli gruppi di spettatori perché lo spettatore è un ospite. La relazione è intima e interattiva. La scelta dei ‘compagni di viaggio’ di PAROLE D’ARTISTA OUT si è quindi orientata verso artisti che sentano in questo rapporto caldo e vicino, di relazione personale, una cifra stilistica condivisa.

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 19.00.
L’acquisto del biglietto sarà effettuabile sulla piattaforma www.eventbrite.it utilizzando come metodo di pagamento Paypal.
Il costo dei biglietti per gli adulti è di 10 euro, per i bambini di 3 euro.
Il pubblico potrà usufruire di uno sconto presso il birrificio Sant’Andrea di Vercelli esibendo il coupon che verrà consegnato all’ingresso.

Durante gli spettacoli sarà necessario l’utilizzo della mascherina.

INFO  | Tel.+39 3407720235 | iraatheatre@gmail.com

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PAROLE D’ARTISTA OUT | 15/09 – 27/09/2020 | h. 19.00 | casacuocolobosetti | Via Ariosto 85, Vercelli

martedì 15venerdì 18 settembre
R.L.
da Alice Munro
con Roberta Bosetti e Renato Cuocolo
ideazione Renato Cuocolo
produzione CUCOLOBOSETTI/ IRAA Theatre e Teatro di Dionisio
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sabato 19 e domenica 20 settembre
ENIGMA CARAVAGGIO
drammaturgia e regia Marco Ivaldi
con Chiara Cardea, Silvia Mercuriati
scene e visual concept Eleonora Diana | fonica e illuminotecnica Loris Spanu
costumi Armuar Torino | foto Stefano Kewan Lee
musiche di Roger Subirana Mata (jamendo licensing)
Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva – Officine Caos
produzione Progetto Zoran
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giovedì 24 – domenica 27 settembre
BOTTONI
di Roberta Bosetti
con Annalisa Canetto e Livio Ghisio
regia di Renato Cuocolo
produzione Teatro di Dioniso, Arteinscacco, CUOCOLOBOSETTI/IRAA Theatre

Gli ospiti/spettatori sono pregati di presentarsi 15 minuti prima dell’orario di inizio

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STAGIONE 2021/2022: L’ATTESA DI REMO BINOSI

Dal 1 settembre 2021, Auditorium Parco della Musica e Spazio Rossellini a Roma ospitano le prove  dell’ultima produzione di Teatro di Dioniso: L’Attesa di Remo Binosi, portato in scena da Michela Cescon con due interpreti di eccezione come (in o.a.)  Anna Foglietta e Paola Minaccioni. Le scene sono firmate da Dario Gessati, i costumi da Giovanna Buzzi, il disegno luci da Pasquale Mari, i suoni da Piergiorgio De Luca . Ancora una volta compagno di viaggio è TEATRO STABILE DEL VENETO  cui si aggiungono FONDAZIONE MUSICA PER ROMA, TEATRO STABILE DI BOLZANO, ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio per Spazio Rossellini Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio.

Lo spettacolo. dopo alcuni debutti nell’autunno 2021, debutterà dal 15 al 20 marzo 2022 a Roma, AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA  – SALA PETRASSI.

Ma entriamo nel vivo dello spettacolo. L’Attesa è il testo che ha fatto conoscere  l’autore veneto al grande pubblico permettendogli di conquistare il «Biglietto d’oro Agis» come migliore novità italiana nel 1994 – ne l’indimenticata produzione di Teatro Due di Parma diretta da Cristina Pezzoli ed interpretata da Maddalena Crippa ed Elisabetta Pozzi (che rimane per altro ad oggi l’unica messinscena del testo degna di nota)– e che nel 2000 è diventato un film, Rosa e Cornelia, diretto da Giorgio Treves. Ventisei anni dopo, Cescon decide di riproporlo con due interpreti molto amate dal pubblico: Anna Foglietta e Paola Minaccioni, per la prima volta insieme sul palco per dare corpo e voce alla nobildonna Cornelia e alla serva Rosa.

Il testo di Binosi ha una grande forza drammatica e di coinvolgimento cui è difficile rimanere indifferenti e – nonostante l’azione sia ambientata nel ‘700 – i temi e i contenuti sono universali:  anche oggi a tanti anni dalla sua scrittura, è un testo contemporaneo, caratteristica che solo le grandi opere hanno. Il rapporto serva-padrona, il doppio, il grande seduttore Casanova, la maternità, il male, la morte – sono raccontati con cambi di registro narrativo: dalla commedia al dramma, dal noir fino a sfiorare la tragedia. Il linguaggio è originale e sorprendente, con una naturale vis comica che garantisce una presa certa sul pubblico, paragonabile a quella dei testi di Goldoni e di Eduardo. La particolarità della messinscena di Cescon è che parte dalla prima stesura che l’autore veronese fece del testo – datata 1991 – che presenta notevoli differenze rispetto a quello portato in scena nel 1994: la nutrice ha un ruolo decisamente più marginale che in questa messinscena scomparirà completamente; i dialoghi sono più scarni, quasi bergmaniani; l’azione si concentra totalmente sulle due protagoniste e sull’evoluzione del loro rapporto durante la forzata clausura.

Nel 2022 ricorre anche il ventennale della prematura scomparsa di Binosi, personalità originale ed eclettica: giornalista e autore di teatro, ci ha lasciato testi interessantissimi per l’impronta non realistico e spesso  dedicati alle donne con profondità e leggerezza: oltre l’Attesa ricordiamo il Martello del Diavolo, La Regina Margot, Betty.

27.09.12_GQITALIA.COM

19.09.12_Grazia 20.09.12_Corriere della sera

19.09.12_Grazia

 

 

 

 

 

BARBONAGGIO TEATRALE AD ASTI

Dal 25 giugno al 1 luglio, Parole d’Artista recupera ad Asti il laboratorio  di formazione, produzione e creazione di comunità teatrali RACCONTO&RACCONTI BARBONAGGIO TEATRALE TRA POPOLI  di Ippolito Chiarello.

Il barbonaggio teatrale nasce nel 2009 dall’esperienza dell’attore Ippolito Chiarello come modello di proposta artistica finalizzata alla creazione di una relazione innovativa con i pubblici e soprattutto con i non pubblici. Un teatro diffuso che abbraccia le comunità e diviene strumento di incontro reale, confronto e dialogo. Favorisce una promozione integrata a livello territoriale del patrimonio culturale dei territori che abita. Il movimento artistico è stato presentato in Italia, nelle principali capitali europee, Barcellona, Madrid, Parigi, Londra, Berlino, in Canada ed è stato segnalato per il Premio Rete Critica e il Premio Ubu nel 2014, il più prestigioso premio del teatro italiano dedicato a Franco Quadri. Il barbonaggio oggi è diventato anche azione di creazione di comunità di narratori in tutto il mondo. Il progetto è denominato RACCONTO&RACCONTI barbonaggio teatrale a….  La gente di tutte le nazioni ed estrazioni sociali impara a conoscere il processo teatrale e ri-comincia ad abitare i teatri e a ri-conoscere questo mezzo come strumento per raccontarsi, anche in prima persona.

L’obiettivo e l’ambizione del progetto RACCONTO&RACCONTI BARBONAGGIO TEATRALE A…, è di costituire in varie parti del nostro paese e oltre, come è già accaduto, Famiglie di narratori, dove ciascuno possa raccontarsi e andare a teatro per “«vedersi raccontato». Accogliere l’arte e il teatro in particolare come una pratica necessaria alla propria crescita e alla costruzione di bellezza. Uscire dalle proprie case e raccontarsi altrove. Altro obiettivo ambizioso è che queste famiglie possano viaggiare con le  proprie gambe e continuino a raccontare e raccontarsi.

 

PROGRAMMA

  1. Venerdì 25 giugno ore 18.30, diavolo rosso: presentazione dell’artista e del progetto

ogni partecipante deve preparare-portare del materiale che abbia a che fare con un racconto, una canzone, un testo poetico legato alla propria terra di origine

  1. Da sabato 26 giugno a giovedì 1 luglio il laboratorio teatrale che si svolgerà, sia al Diavolo rosso città e nei luoghi di maggiore aggregazione o considerati strategici per gli scopi del lavoro.
  2. Performance di barbonaggio collettivo giovedì 1 luglio in piazza o nel luogo prescelto. Tutti gli artisti «barboni» replicano la propria performance molte volte nell’arco del tempo previsto, che è di circa due ore, permettendo a tutti di assistere alle rappresentazioni e di fruire così di tutti i linguaggi. Tutti gli artisti coinvolti avranno a disposizione il loro piccolo palchetto pensato e autocostruito. Saranno coinvolti i luoghi della città che sceglieremo di abitare con le nostre storie. Gli artisti si disporranno negli spazi dedicati alla performance invadendo lo spazio prescelto, così da attrarre i passanti e richiamarli ad una partecipazione attiva: sarà infatti compito del pubblico scegliere a quale performance assistere, quale racconto ascoltare, quale danzatore ammirare nella sua esibizione. Gli artisti spiegheranno di volta in volta la finalità del progetto e le sue motivazioni, creando con i pubblici una vera relazione sentimentale.
  3. Momento di consuntivo con i partecipanti, da fare anche in un altro momento, lontano da questa fase, per sedimentare i risultati del percorso e capire come renderlo strutturale e continuativo

La partecipazione è gratuita

 INFO E ISCRIZIONI

Teatro di Dioniso

e-mail: info@teatrodidioniso.it

Mob. e Whats App: +39 328.4592121 (da lun. a ven. 9/13; 14/19)

SVELARSI

Svelarsi è un percorso artistico ideato da Silvia Gallerano che Teatro di Dioniso ha deciso con gioia di accompagnare. Un laboratorio o una residenza, un cammino condiviso che potrà portare alla realizzazione di uno spettacolo.

Il laboratorio Svelarsi sarà a Parole d’Artista #ogniluogoèunteatro, che si svolgerà a Vercelli e Stroppiana dal 11 al 26 settembre 2021, dal 11 al 19 settembre presso Officina Teatrale degli Anacoleti (Corso De Gregori, 28)

Il laboratorio si svolge in 7 giorni – da sabato 11 a venerdì 17 settembre – presso lo spazio Officina Teatrale degli Anacoleti (corso De Gregori, 28). Oltre a Silvia Gallerano saranno presenti 4 donne del gruppo originario al quale si aggiungeranno un massimo di 8 donne; le donne «originarie» saranno le depositarie dei materiali e le guide delle altre che si inseriscono;  l’ultimo giorno si arriverà a costruire una sequenza di materiali già esistenti nella struttura di partenza e di scene portate, scritte, nate dalle nuove arrivate. Si potrà decidere di mostrare o meno questo filage provvisorio, ma comunque sempre secondo la regola del pubblico solo femminile.

Il lavoro sarà strutturato in:

– 6 giorni di laboratorio (partiremo sempre dal testo La Merda di Ceresoli, che apre le porte tematiche per poi abbandonarlo)

-1 giorno per comporre il materiale ed eventualmente mostrarlo.

Programma

Sabato 11 settembre: presentazione e inizio lavori (dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.00);

domenica 12 settembre: dalle 12 alle 14 e dalle 15.30 alle 19.30

da lunedì 13 a venerdì 17: dalle 18.30 alle 22.30

sabato 18 e domenica 19, ore 18 dimostrazione di lavoro presso Officina Teatrale degli Anacoleti  per un pubblico di sole donne. La presentazione al pubblico è subordinata alla disponibilità delle partecipanti al laboratorio

Costo: euro 150,00

Info e iscrizioni: info@teatrodidioniso.it

Ph: 328.4592121 (dal lunedì al venerdì: 9.00/13.00 e 14.30/18.30 sab. e dom.: 9.30/14.30)

La storia Il progetto è nato come effetto/precipitato del laboratorio per sole donne sul testo de La Merda di Cristian Ceresoli. Trattandosi di un monologo che già da testo è da interpretare nude, il laboratorio ha coinvolto sole donne e si è concentrato sulla nudità e sui temi che sono trattati dal testo: la relazione col proprio corpo, il senso di inadeguatezza, le umiliazioni e le auto-umiliazioni inflitte e subite, la potenza e la liberazione. Già durante il primo laboratorio ho percepito le enormi potenzialità del luogo che si creava immediatamente: un ambiente sicuro, dove sentirsi libere di condividere e rispecchiarsi, con l’effetto immediato di riconoscersi e darsi forza. Da qui è nata la voglia di portare avanti il percorso, che al momento conta già vari laboratori e due aperture pubbliche, sempre per un pubblico di sole donne, a garanzia di un senso di protezione che permetta uno svelamento più profondo.

IL PROGETTO

Quello che mi è chiaro è che Svelarsi non è uno spettacolo e basta. Si tratta di un percorso su una durata di tre anni, che pone le basi del suo delinearsi nell’incontro con altre persone, possibilmente in diverse città, e che solo alla fine di un viaggio approderà ad un risultato scenico. Per il momento il lavoro non deve quindi abbandonare la sua fonte laboratoriale per trasformarsi solo alla fine in un prodotto confezionato e finito. Immagino quindi un dispositivo continuamente in movimento, che si nutra di un dentro e di un fuori: un gruppo stabile che si lascia continuamente invadere da persone nuove, che si inseriscono nelle scene già esistenti, le arricchiscono, portano altri materiali, entrano, escono. Come se il bacino fosse molto più grande dell’isola che poi emerge e si mostra. Il percorso quindi dovrebbe strutturarsi in momenti laboratoriali e momenti residenziali; entrambi i momenti si concludono con aperture pubbliche rigorosamente per una platea solo femminile, in cui si mostra il materiale che si decide di “svelare”. Nei 3 anni il percorso si strutturerà in 3 momenti laboratoriali e 4 momenti residenziali (un laboratorio e una residenza per i primi due anni, un laboratorio, due residenze e il debutto per il terzo). I laboratori saranno aperti alla partecipazione di 8 donne professioniste e non, accompagnate e sostenute dalla presenza di 4 attrici del nucleo originario. Ogni laboratorio si concluderà con un’apertura pubblica (per un pubblico solo femminile).

Nelle residenze invece saranno coinvolte 8/10 attrici. Le residenze dei primi 2 anni e la prima del terzo si concluderanno con un’apertura pubblica. L’ultima residenza sarà più lunga e si concluderà con il debutto e le prime repliche vere e proprie.

 

‘MOI. DEDICATO A CAMILLE CLAUDEL’: AD ASTI LA VITA DI UNA DONNA E ARTISTA STRAORDINARIA

Sabato 10 ottobre 2020 alle ore 21.00, Teatro di Dioniso riprende la programmazione di Parole d’Artista allo Spazio Kor, come anteprima della stagione Public 2020/21, con MOI. Dedicato a Camille Claudel.

Lo spettacolo sarà seguito da un incontro con l’autrice Chiara Pasetti, l’interprete Lisa Galantini e il regista Alberto Giusta.

Parole d’Artista è la rassegna realizzata da Teatro di Dioniso in collaborazione con Città di Asti, Spazio Kor, Teatro degli Acerbi e Moncirco, con maggiore sostenitore la Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Progetto PATRIC.

Programmato per l’aprile scorso (poi sospeso causa covid) all’interno della rassegna curata dal Teatro di Dioniso Parole d’Artista/Movimenti d’Arte Diffusi, MOI vede in scena Lisa Galantini nei panni della grande artista francese. Il testo è di Chiara Pasetti, la regia di Alberto Giusta. Produzione Associazione culturale “Le Rêve et la vie” in collaborazione con la Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse di Genova.

Personaggio straordinario, Camille Claudel, è stata una scultrice di grandissimo valore; nell’immaginario collettivo però il suo nome vive raramente di vita propria ma è invece spesso unito a quello di Auguste Rodin, scultore famosissimo, di cui Camille fu collaboratrice e la grande passione di una vita.

Fu una costante dell’esistenza di Camille l’essere accostata alla figura di un uomo, prima di suo fratello Paul Claudel, poeta e scrittore, poi di Rodin, ma Camille non aveva bisogno di nessuna figura maschile per scintillare: sin da giovanissima fu attratta dalla scultura e si cimentò con l’argilla, modellandola e producendo piccole sculture, molto apprezzate dal padre, che la sostenne per tutta la vita in questa sua inclinazione artistica che Camille trasformò in un vero e proprio mestiere.

Dotata di una capacità non comune di modellazione e di una forza e caparbietà notevoli, intraprese la sua carriera di scultrice e, grazie al talento di cui era ricca, riuscì ad affermarsi ritagliandosi uno spazio d’azione inedito e non piccolo nell’arte. Dopo che il suo valore artistico venne ammesso pubblicamente, Camille si trovò a dover fronteggiare il periodo peggiore della sua vita: a causa di un senso di abbandono e solitudine che l’accompagnò per tutta la vita -e in cui la madre ebbe gran parte di colpa- e alla delusione per l’abbandono di Rodin, venne fatta internare in manicomio dove visse per circa trent’anni e dove trovò la morte. Né il fratello, né Rodin, né, tantomeno, la madre, risposero mai alle lettere accorate in cui Camille proclamava la sua sanità mentale, chiedeva aiuto e scongiurava di essere fatta uscire dal manicomio: non le venne mai perdonata, non solo dalla propria famiglia e dallo scultore, ma dall’intera società, l’autonomia, il coraggio, la forza del suo essere artista senza bisogno di protezioni.

Sottolinea l’autrice Chiara Pasetti

Conoscevo Camille Claudel soltanto, e di questo mi dispiaccio, per essere stata l’allieva, la modella, la “musa” e la grande passione dello scultore Auguste Rodin. Quando, nel 2013, ho visto le sue sculture in una mostra realizzata nell’ospedale psichiatrico di Montfavet, vicino ad Avignone, dove fu internata trent’anni e dove terminò i suoi giorni nel 1943, ho capito davvero chi è stata Camille Claudel: un’artista di grandissimo talento, che ha vissuto esclusivamente per la sua arte.
Mi sono accostata alle sue opere con ammirazione e passione, e alla sua vita (e alla sua morte) con un misto di rispetto e di rabbia per ciò che ha subito. Ho deciso così di raccontare la sua storia; grazie alla regia di Alberto Giusta e all’interpretazione accorata e potente di Lisa Galantini ho cercato di ridare voce a questa complessa, emozionante, straordinaria figura di donna.

Alberto Giusta nelle note di regia illustra il suo incontro con Camille:

Considero un privilegio oggi incontrare un personaggio come Camille Claudel. Non la conoscevo. Come ho fatto a essere così cieco e sordo! Una donna unica nella sua arte e nella sua umanità. Di lei ci si innamora quasi immediatamente. Sono sicuro che aveva delle mani bellissime. E comprendo il povero Rodin che ha bruciato d’amore per lei.
Non è una femmina facile da raccontare. Ci vuole follia e pragmatica lucidità. Incarna quell’universo femminile scomodo perché di talento eccelso. Si muove sul palcoscenico della vita come un animale ruvido e al contempo fragile.
Non si comporta mai da vittima anche se è vittima della società maschilista in cui vive. Sapientemente dipinta dall’autrice Chiara Pasetti che con originalità la anima, Camille non poteva che essere impersonata da un altro animale, da palcoscenico questa volta, come Lisa Galantini, capace di renderne concrete e moderne le sfumature. Semplicità intesa come ricchezza, cura febbrile del particolare al servizio del tutto che diventa sublime è la lezione artistica ed umana che Camille ci regala.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI | info@teatrodidioniso.it

BIGLIETTI | Biglietto intero> 10 euro | Ridotto> 8 euro (Tesserati Spazio Kor, abbonati Teatro Alfieri, tesserati Plus Biblioteca G. Faletti, under 25 e over 60) | Speciale Gruppi> 5 euro (almeno 10 persone)

L’acquisto del biglietto prima della serata sarà effettuabile sulla piattaforma www.eventbrite.it utilizzando come metodo di pagamento Paypal.

I biglietti saranno inoltre acquistabili la sera dello spettacolo presso lo Spazio Kor

  • di Chiara Pasetti
  • regia Alberto Giusta
  • con Lisa Galantini
  • costumi Morgan –Maison Clauds Morene
  • elementi scenici Renza Tarantino
  • realizzato dall’Associazione culturale Le Rêve et la vie
    in collaborazione con la Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse di Genova
  • foto Donato Aquaro

I GIGANTI DELLA MONTAGNA PER VOCE SOLA Festival deSidera

Sabato 1 agosto  alle ore 21.00 in Piazza della Chiesa a Ponteranica (BG) -nell’ambito di Festival deSidera – debutta in prima nazionale I Giganti della montagna, per voce sola – primo studio ideato ed interpretato da Valentina Banci (spazio scenico a cura di Lorenzo Banci)

In un momento in cui pare negata la possibilità di incontro tra un essere umano che racconta ed un altro essere umano che ascolta, l’attrice ci invita ad abbandonarci  alla  meraviglia di un racconto che parla di come la Poesia non riesca più a penetrare nel cuore duro di un mondo che ha venduto l’anima. Il racconto altro non poteva essere che la bellissima ultima opera incompiuta di Luigi Pirandello, I Giganti Della Montagna.

Una compagnia di attori, ridotta allo stremo, sopravvissuti al solo fine di rappresentare un’unica opera, La Favola del Figlio Cambiato, che la gente non comprende ma a cui la primattrice ha immolato la propria esistenza. La Compagnia giunge alla villa degli Scalognati, luogo al confine della realtà, dove un gruppo di poveri cristi falliti si è isolato da tutto, avendo perso la fiducia nella possibilità di comunicazione con il mondo là fuori, ma non quella della capacità evocativa della fantasia sotto la guida del Mago Cotrone. Andranno infine, attori e Scalognati, a proporre la recita ai Giganti, abitanti della montagna vicina, simbolo degli invisibili padroni del mondo che manipolano masse acritiche e corrotte a tal punto da non riconoscere più la bellezza e la poesia fino ad ucciderla, ebbri di vino e furenti d’ira. Una potente metafora sull’agonia dell’arte che deve cercare spazi isolati per esprimersi, al di fuori della società.

PRENOTAZIONI ONLINE: https://www.eventbrite.it/e/112533835732