DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO D’AMORE

un progetto di Claudio Cirri
dall’omonimo racconto di Raymond Carver (Copyright © Raymond Carver, 1981, Copyright renewed © Tess Gallagher, 1989, All rights reserved)
traduzione Riccardo Duran//con Maria Bacci Pasello, Luisa Bosi, Fabio Mascagni, Woody Neri/Claudio Cirri //regia Claudio Cirri // produzione Sotterraneo
con il contributo di Fondazione CR Firenze con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Mic, Materia Prima Fes val/Murmuris
DOPPIO SPETTACOLO ORE 19 E ORE 21
I racconti di Raymond Carver sono come quadri di Hopper: silhouette di personaggi che per un attimo si affacciano sul mondo – un mondo svuotato, silenzioso, e dunque carico di tensione – esistono giusto il tempo di essere investiti da una luce di taglio, inquadrati da una finestra, sorpresi in una conversazione privata, e poi scompaiono all’interno delle proprie biografie inventate. Non fa eccezione «Di cosa parliamo quando parliamo d’amore»: due coppie di amici sedute a un tavolo parlano davanti a una bottiglia di gin, si scambiano opinioni sull’amore, discutono su dove andare a cena. Ridono, scherzano. A poco a poco le parole, i gesti, i silenzi rivelano tensioni sotterranee di cui non sappiamo e non sapremo origine ed esito, ma che si insinuano nella conversazione e la fanno deragliare. Il racconto ha una struttura intrinsecamente drammaturgica, e dunque ci è sembrato naturale far incarnare questi personaggi a quattro attori, così come ci è sembrato altrettanto naturale pensare di collocarli nell’habitat in cui si trovano ad agire: la stanza di una casa privata, seduti attorno a un tavolo, imprigionati ciascuno nel proprio angolo, con il pubblico libero di spostarsi intorno a loro e osservarli
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