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LA DONNA LEOPARDO AL GOLDONI

Da giovedì 5 a domenica 8 marzo  2020, al Teatro MCarlo Goldoni di Venezia andrà in scena La donna leopardo dall’ultimo  romanzo di Alberto Moravia, con la regia di Michela Cescon.

Michela Cescon, attrice trevigiana pluripremiata dotata di una rara intelligenza scenica, per la sua prima regia teatrale sceglie di indagare la scrittura di Alberto Moravia concentrandosi sul suo ultimo romanzo: La donna leopardo. Diventa questa l’occasione per portare alla luce la forte impronta drammaturgica dell’opera, e per portare in scena una femminilità prorompente, forte, libera, pura, autonoma e molto moderna impersonata dai corpi e dalle voci di due attrici di grande fascino come Valentina Banci e Olivia Magnani.

Due coppie ingaggiano un corpo a corpo elegante e brutale: si sfidano allo scambio e alla disgregazione, alla guerriglia mondana e al compromesso di poteri e ruoli – tra moglie, marito e amante, direttore imprenditore e giornalista, colonizzatori e colonizzati – spingendosi nei territori d’ombra inesplorata, fino a restare nudi di fronte a se stessi. Moravia muove i suoi personaggi dalla scena del salotto romano alle rive estreme dell’Africa, dove il gioco di specchi dell’amore coniugale si fa definitivo e accecante come la luce dei tropici. Venerdì 6 marzo alle 17.00 – sala Event Pavilion del T Fondaco dei Tedeschi Aperitivo con gli interpreti in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia Conduce Ricciarda Ricorda

dal romanzo di Alberto Moravia // adattamento drammaturgico Michela Cescon, Lorenzo Pavolini // attori (in o.a.) Valentina Banci, Olivia Magnani, Daniele Natali, Paolo Sassanelli impianto scenico, video e luci Diego Labonia, Simone Palma, Claudio Petrucci // stylist Grazia Materia // musiche Andrea Farri // cura del movimento Chiara Frigo // assistente alla regia Elvira Berarducci // progetto fotografico Fabio Lovino

regia Michela Cescon

Produzione TEATRO DI DIONISO e TEATRO STABILE DEL VENETO con il sostegno di INTESA SANPAOLO

In collaborazione con Fondo Alberto Moravia, Bompiani e Zachar Produzioni srl // collaborazione alla promozione Pigrecodelta

SCENE DI VIOLENZA CONIUGALE//ATTO FINALE

Elena Serra per la sua regia del testo di Gérard Watkins (tradotto da Monica Capuani)  sceglie lo spazio fisico di un vero appartamento, dove il confine tra realtà e finzione svanisce. Il dramma dell’autore anglo-francese incide senza pietà la carne viva delle dinamiche di coppia, dove le donne sono vittime designate.

In un appartamento di Parigi si incrociano le vicende di due coppie di diverse estrazioni sociali: Liam, ex bullo di periferia in cerca di riscatto e Rachida, in fuga dalle vessazioni di una famiglia musulmana; Annie, ragazza madre in cerca di lavoro e Pascal, fotografo radical chic. Destini paralleli che si incontrano casualmente nelle stanze dell’appartamento – che entrambe le coppie si trovano contemporaneamente a visitare – e finiscono per combaciare nella spirale di violenza che, via via, trascina i protagonisti nelle profondità del dramma. Scene di violenza coniugale del drammaturgo Gérard Watkins (traduzione di Monica Capuani) è un testo duro, gelido, implacabile, che «mette sotto la lente di ingrandimento i processi mentali e comportamentali di vittima e carnefice». La regista Elena Serra ha scelto lo spazio fisico di un appartamento reale, dove svanisce il confine tra realtà e finzione, per un’esperienza teatrale destinata a poche decine di spettatori alla volta. Il luogo diventa metaforicamente una gabbia all’interno della quale sia i carnefici sia le vittime finiscono per rimanere schiacciati dalla violenza esercitata e subita. Watkins costruisce un ingranaggio teatrale perfetto, millimetrico e con occhio da entomologo osserva e riporta i percorsi mentali dei quattro protagonisti.

di Gérard Watkins
traduzione Monica Capuani
con Roberto Corradino, Clio Cipolletta, Aron Tewelde, Annamaria Troisi
regia Elena Serra
luci e scena Jacopo Valsania
progetto sonoro Alessio Foglia
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Teatro di Dioniso
PAV con il supporto della fondazione nuovi mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea nell’ambito di fabulamundi  Playwriting Europe

LA DONNA LEOPARDO. IL PROGETTO FOTOGRAFICO

Eccoci con un’altra tappa del nostro viaggio che si sta avvicinando alla meta….

Oggi parliamo delle foto…. il fotografo che segue la nostra donna leopardo è una guest starFabio Lovino. Che possiamo dire di lui che già non si sappia? E’ uno dei più importanti fotografi contemporanei: realizza  copertine di album di importanti artisti italiani e stranieri (Mark Knopfler, Elisa, Caparezza, Subsonica, Marina Rei, Alex Britti, Sergio Cammariere, Morrissey), ritratti di attori e registi del calibro di Robert De Niro, Al Pacino, Benicio del Toro, Charlotte Rampling, Terry Gilliam, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, David Cronenberg e David Lynch e  copertine di riviste come Max, Elle, Vogue, Vanity Fair e Rolling Stone. Nel 2007 per Fox Life realizza Photocall, programma di 10 puntate in cui incontra 10 attrici italiane. Lo stesso anno la Mondadori ha realizzato una mostra intitolata A riveder le stelle con i ritratti da lui realizzati di quarantacinque fra attori e registi italiani. Nel 2011 realizza la mostra Una festa mobile: Ritratti di cinema, attori, amici per la Fondazione FORMA di Milano. La mostra è stata esposta anche alla Casa del Cinema di Roma. Nel 2014 è protagonista di una puntata della serie-documentario Fotografi di Sky Arte HD.  Nel 2016 realizza con la ONGWeWorld il film documentario e la mostra fotografica Mothers. L’Amore che cambia il Mondo, presentati al Taormina Film Fest e alla Camera dei deputati.

E nel 2019 abbiamo l’onore di averlo con noi nell’avventura de La donna leopardo. Suoi i bellissimi ritratti degli attori, suo il back stage e le foto di scena, sua sarà la locandina dello spettacolo.

Tutto nostro il piacere di averlo con noi….

… to be continued…

 

 

SENSO

Sullo sfondo dell’Italia risorgimentale si snoda la vicenda della contessa Livia Serpieri, protagonista della novella del 1883 Senso di Camillo Boito,

Amleto (2013)

Dice Testori a proposito dell’Amleto: «La grandezza dell’Amleto è tutta in questo rompersi della dimensione formale che si lascia trapassare e fa spazio all’urlo profetico che l’opera propriamente contiene ed esprime.

LA DONNA LEOPARDO al Del Monaco di TREVISO

Da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020, al Teatro Mario Del Monaco di Treviso andrà in scena La donna leopardo dall’ultimo  romanzo di Alberto Moravia, con la regia di Michela Cescon.

Michela Cescon, attrice trevigiana pluripremiata dotata di una rara intelligenza scenica, per la sua prima regia teatrale sceglie di indagare la scrittura di Alberto Moravia concentrandosi sul suo ultimo romanzo: La donna leopardo. Diventa questa l’occasione per portare alla luce la forte impronta drammaturgica dell’opera, e per portare in scena una femminilità prorompente, forte, libera, pura, autonoma e molto moderna impersonata dai corpi e dalle voci di due attrici di grande fascino come Valentina Banci e Olivia Magnani.

Due coppie ingaggiano un corpo a corpo elegante e brutale: si sfidano allo scambio e alla disgregazione, alla guerriglia mondana e al compromesso di poteri e ruoli – tra moglie, marito e amante, direttore imprenditore e giornalista, colonizzatori e colonizzati – spingendosi nei territori d’ombra inesplorata, fino a restare nudi di fronte a se stessi. Moravia muove i suoi personaggi dalla scena del salotto romano alle rive estreme dell’Africa, dove il gioco di specchi dell’amore coniugale si fa definitivo e accecante come la luce dei tropici. Sabato 22 febbraio ore 18.00 DIALOGHI IN SCENA
Incontri con i protagonisti della stagione di prosa
Presenta Chiara Pavan Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

dal romanzo di Alberto Moravia // adattamento drammaturgico Michela Cescon, Lorenzo Pavolini // attori (in o.a.) Valentina Banci, Olivia Magnani, Daniele Natali, Paolo Sassanelli impianto scenico, video e luci Diego Labonia, Simone Palma, Claudio Petrucci // stylist Grazia Materia // musiche Andrea Farri // cura del movimento Chiara Frigo // assistente alla regia Elvira Berarducci // progetto fotografico Fabio Lovino

regia Michela Cescon

Produzione TEATRO DI DIONISO e TEATRO STABILE DEL VENETO con il sostegno di INTESA SANPAOLO

In collaborazione con Fondo Alberto Moravia, Bompiani e Zachar Produzioni srl // collaborazione alla promozione Pigrecodelta

LA DONNA LEOPARDO. GLI ATTORI

Il nostro viaggio “dentro” l’allestimento de La donna leopardo sta volgendo al termine. Abbiamo conosciuto gli scenografi, la costumista, chi cura il movimento, chi ha tradotto per la scena il romanzo, chi ha composto le musiche, chi ha immortalato i momenti salienti con l’occhio della sua macchina fotografica…. coloro di cui da spettatori vediamo (e ascoltiamo)  il risultato finale del lavoro, senza sapere quante persone si siano adoperate e con quale  dedizione e passione per realizzarlo. Ora andiamo a conoscere i soli che per il pubblico hanno un volto e un corpo: gli attori. Nel nostro caso un quartetto di attori che incarnano i quattro personaggi: un giornalista (Lorenzo), Colli (il suo editore) e le rispettive mogli Nora e Ada  che si trovano ad affrontare un viaggio in Africa, nel Gabon. In questo caso gli attori non si sono risparmiati e hanno avuto il compito – decisamente non semplice – di dare voce e corpo al fiume di parole moraviano, alle nevrosi, ai dialoghi serratissimi, alle pause, agli sguardi…..C’è bisogno di dire che ci sono riusciti perfettamente? No ma ci piace dirvelo lo stesso.

Rimarrete sorpresi di come vola la parola di Moravia, senza mai annoiare, di come il ritmo serratissimo dello spettacolo vi terrà inchiodati alla poltrona…. E questo grazie al lavoro generoso dei quattro attori (e della regista ovviamente: ma di lei parleremo nell’ultima tappa del nostro viaggio).

Ma andiamoli a conoscere. Usando rigorosamente l’ordine alfabetico.

Ada, la moglie di Colli: è una donna disperatamente innamorata, inesorabilmente tradita, disperata, sensuale ed elegante. Ha il corpo e il volto di Valentina Banci attrice molto carismatica e con una solida carriera teatrale (lavora con Leo de Berardinis, Giancarlo Cobelli, Gianluigi Pieralli, J.S.Sinisterra, Paolo Magelli, Massimo Castri, Valerio Binasco, Roberto Latini) e televisiva; è nel cast di Extravergine la nuova comedy di FoxLife per la regia di Roberta Torre, nella parte di Irene Laurier, ex sex symbol internazionale di b-movies e mamma sregolata della protagonista Dafne/Lodovica Comello.

Nora, la moglie di Lorenzo: è nervosa, irrequieta, ambigua, a tratti menefreghista ed è pefettamente incarnata da Olivia Magnani nipote d’arte, che ha saputo negli anni ritagliarsi uno spazio nella cinematografia internazionale lavorando con registi quali Sorrentino e Faenza e, nel 2018, Ridley Scott nel film Tutti i soldi del mondo che racconta il rapimento di John Paul Getty III, avvenuto a Roma il 10 luglio del 1973; Lorenzo, giornalista, elucubratore, cerebrale e innamoratissimo di Nora, è Daniele Natali attore e doppiatore (è la voce di  Milo Ventimiglia nella serie Heroes e di  Dan Byrd nella serie Cougar Town,) in teatro lavora fra gli altri con Fausto Paravidino, Duccio Camerini, Luca Archibugi, Antonio Ianniello. È nel cast del film Sulla mia pelle di Alessio Cremonini e Nevermind di Eros Puglielli (2018). Ha preso parte a diverse serie televisive (Distretto di polizia, Don Matteo 4, Rex e nel 2019 è nel cast della terza serie dedicata a Rocco Schiavone). Chiude il quartetto Flavio Colli editore, uomo di successo, all’apparenza superficiale e sicuro di se; a farlo vivere sulla scena  Paolo Sassanelli, noto al grande pubblico grazie a serie di successo come Un medico in famiglia (dove interpreta Oscar Nobili) e L’Ispettore Coliandro (dove è l’Ispettore Gamberini), attore che passa con disinvoltura  e bravura dalla tv, al teatro (con Pierfrancesco Favino cura la regia dello spettacolo Servo per due di Richard Bean in tournée con grandissimo successo dal 2013 al 2016) al cinema dove lavora fra gli altri con Matteo Garrone (Terra di Mezzo), Giorgia Cecere (In un posto bellissimo), Giuseppe Piccioni (Giulia non esce la sera), Paolo Virzì (Notti magiche). Nel 2017 gira suo primo lungometraggio come regista  Due piccoli italiani. Nel 2018 il film viene selezionato fuori concorso al Bari International Film Festival.

Quattro attori apparentemente distanti e fra loro molto diversi che – magia del teatro e frutto di un lavoro minuzioso e generoso – si fondono fino a diventare quasi un corpo unico…..

Non vogliamo svelare  di più…. non vi resta che venire a teatro; vi aspettiamo a Milano

 

… to be continued ….

 

 

Shakespeare / Venere e Adone in concerto (2013)

Shakespeare / Venere e Adone in concerto è la versione disidratata dello spettacolo che ha debuttato nel dicembre 2007, facendo ottenere a Malosti nel 2009 (insieme a Quattro Atti Profani di Tarantino) il premio della associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT) per la regia.

THE HISTORY BOYS

Spettacolo vincitore del Premio Ubu 2011 come Miglior spettacolo e del Premio Ubu Nuovi attori under 30 al gruppo dei  ragazzi (oltre al Premio Ubu Miglior attrice non protagonista a Ida Marinelli, che interpretava Miss Lintott)

corsia_incurabili

Corsia degli incurabili

Continuando la feconda collaborazione tra Teatro di Dioniso e Teatro i, nata lo scorso anno sul Progetto Testori e tra Teatro di Dioniso e Festival delle Colline, Valter Malosti dirige per la prima volta Federica Fracassi in un progetto comune.