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SCENE DI VIOLENZA CONIUGALE//ATTO FINALE

Elena Serra per la sua regia del testo di Gérard Watkins (tradotto da Monica Capuani)  sceglie lo spazio fisico di un vero appartamento, dove il confine tra realtà e finzione svanisce. Il dramma dell’autore anglo-francese incide senza pietà la carne viva delle dinamiche di coppia, dove le donne sono vittime designate.

In un appartamento di Parigi si incrociano le vicende di due coppie di diverse estrazioni sociali: Liam, ex bullo di periferia in cerca di riscatto e Rachida, in fuga dalle vessazioni di una famiglia musulmana; Annie, ragazza madre in cerca di lavoro e Pascal, fotografo radical chic. Destini paralleli che si incontrano casualmente nelle stanze dell’appartamento – che entrambe le coppie si trovano contemporaneamente a visitare – e finiscono per combaciare nella spirale di violenza che, via via, trascina i protagonisti nelle profondità del dramma. Scene di violenza coniugale del drammaturgo Gérard Watkins (traduzione di Monica Capuani) è un testo duro, gelido, implacabile, che «mette sotto la lente di ingrandimento i processi mentali e comportamentali di vittima e carnefice». La regista Elena Serra ha scelto lo spazio fisico di un appartamento reale, dove svanisce il confine tra realtà e finzione, per un’esperienza teatrale destinata a poche decine di spettatori alla volta. Il luogo diventa metaforicamente una gabbia all’interno della quale sia i carnefici sia le vittime finiscono per rimanere schiacciati dalla violenza esercitata e subita. Watkins costruisce un ingranaggio teatrale perfetto, millimetrico e con occhio da entomologo osserva e riporta i percorsi mentali dei quattro protagonisti.

di Gérard Watkins
traduzione Monica Capuani
con Roberto Corradino, Clio Cipolletta, Aron Tewelde, Annamaria Troisi
regia Elena Serra
luci e scena Jacopo Valsania
progetto sonoro Alessio Foglia
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Teatro di Dioniso
PAV con il supporto della fondazione nuovi mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea nell’ambito di fabulamundi  Playwriting Europe

LA DONNA LEOPARDO. I COSTUMI E IL MOVIMENTO

Eccoci di nuovo qui, per un nuovo appuntamento nel back stage del nostro spettacolo La donna leopardo. Oggi vi presentiamo la costumista e la coreografa

Il compito di “vestire” i quattro attori è affidato alla stylist Grazia Materia.

Milanese di nascita e romana di adozione, Grazia a collabora per le maggiori testate di moda italiane e straniere (Amica, Grazia, Elle, Vanity fair, Donna, Mondo uomo, l’uomo Vogue, Gq, Vogue, Vogue gioiello) e per importanti fotografi. Contemporaneamente segue, sempre come stylist, campagne stampe, pubblicità e commercials con le più importanti agenzie di pubblicità internazionali (Mc Cann Erickson, Saatchi and Saatchi, Pirella Low, JW Thompson). Veste moltissimi spots di registi italiani (F. Brugia, G. Capotondi, C. Vanzina, P. Genovese, L. Miniero, L. Lucini, G. Notari, C. Sigon) e stranieri (Grosset, T. Scott, M. Haussman, A. Attanasio) vincendo nel 2009, con uno spot of Fredrik Bond the London BBF AWARD come costume designer. E’ costumista di molti films  e spettacoli teatrali  di successo.

A Chiara Frigo si deve la cura del movimento. Trattandosi di un lavoro in cui la fisicità  degli attori va a comporre una vera e propria  drammaturgia del corpo che corre insieme alla parola, il lavoro di Chiara è preziosissimo. Coreografa e performer, sviluppa il proprio interesse artistico nell’ambito della danza contemporanea e della performing art. Laureata in biologia molecolare, nel 2006 la sua prima creazione Corpo in DoppiaElica vince il terzo premio al Festival Choreographers Miniatures di Belgrado. Takeya vince il premio GD’A Veneto ed è selezionato all’interno di Anticorpi XL e del network europeo Aerowaves. Takeya viene presentato in più di 50 città. Suite-Hope vince il bando Residences 2011 de La Caldera (Barcellona) ed è uno dei cinque lavori scelti per rappresentare l’Italia al Fringe Festival di Edimburgo 2012. Lo scorso agosto ha presentato il suo nuovo solo Himalaya al Bmotion Festival.

Capito quanti artisti e quante energie concorrono alla realizzazione di uno spettacolo teatrale?!

… to be continued…