Quattro drammi torinesi

Non ho più riletto nessuno dei testi raccolti o pubblicati in un libro che il mio editore ha voluto s’intitolasse, appunto, Quattro atti profani. Più lontano è il ricordo che talvolta sta alla base di un testo teatrale e più fervida è l’immaginazione che restituisce – in un ordine forse arbitrario, sicuramente misterioso nel suo essere terribilmente vero e meravigliosamente falso – i fatti che vengono a rappresentare.